Porto vecchio

Sorge nel cuore di Trieste, a poche centinaia di metri dalla centralissima piazza Unità d’Italia, l’antico scalo costruito per volontà dell’Impero Asburgico tra il 1868 e il 1887. La città era all’epoca considerata strategica dal governo di Vienna e questo consentì ai traffici di svilupparsi rapidamente. Oggi Porto Vecchio è una delle più importanti realtà di archeologia industriale d’Europa.

Affacciata sul mare Adriatico, 120 chilometri a est di Venezia, Trieste è il primo porto italiano per traffico merci. Città della Bora e di una delle più affollate regate veliche del mondo, la Barcolana, il territorio basa sulle attività legate al mare una parte consistente della propria economia. La città, che confina con la Slovenia e fu il punto estremo di quella che Churchill chiamò cortina di ferro, è un importante approdo per navi da crociera ed è meta turistica sempre più apprezzata.

Settimo porto del mondo

Sorge nel cuore di Trieste, a poche centinaia di metri dalla centralissima piazza Unità d’Italia, l’antico scalo costruito per volontà dell’Impero Asburgico tra il 1868 e il 1887. La città era all’epoca considerata strategica dal governo di Vienna e questo consentì ai traffici di svilupparsi rapidamente. Trieste divenne così il settimo porto del mondo e il secondo porto del Mediterraneo, dopo Marsiglia. La crescita delle attività rese necessaria la costruzione di nuove aree, tutt’ora in uso, mentre il comprensorio originario, oggi noto come Porto Vecchio, perse mano a mano molte delle proprie funzioni.

Un nuovo assetto urbano

Il riutilizzo di Porto Vecchio, 620 mila metri quadrati di superficie, più di un milione di metri cubi di hangar, cinque moli e più di 3 mila metri di banchine, è dalla fine degli anni Sessanta al centro di un acceso dibattito. Per valorizzare l’area e restituirla alla città si sono succeduti nel tempo i progetti di Kenzo Tange (1971), Guido Canella (1974), Inco (1983), Polis (1988), Luciano Semerani (1990), Tergeste (1995), Trieste Futura (1999), Stefano Boeri (2001), Trieste Expo (2004) e Portocittà (2010). Alessandra Marin ha definito il comprensorio come “uno degli ambiti di archeologia industriale marittima più rilevanti del Mediterraneo”, di grande suggestione e bellezza. Oggi il cantiere si è finalmente messo in moto, grazie a una collaborazione stretta fra le istituzioni locali, regionali e nazionali. Straordinaria opportunità di cooperazione e sviluppo economico e sociale, l’area di Porto Vecchio, nei prossimi anni, dovrà essere riqualificata e inserita in un assetto urbano completamente rinnovato.

Secondo una proiezione dell’amministrazione comunale, l’operazione potrebbe consentire a Trieste, nel 2030, di ospitare circa 300 mila residenti, contro i 200 mila attuali.